Francesco 'Kekko' Moriero

Francesco 'Kekko' Moriero

“Quando Mazzone mi fece cercare, mio padre viene a chiamarmi con la 126. Ero in costume, sudato. Mi faccio una doccia e vado in ritiro, il giorno dopo mi ritrovo titolare davanti a 40mila persone". Bastano queste poche parole per riassumere l’essenza di un calcio pieno di eroi che adesso non c’è più, un mondo di cui lui, Francesco Moriero, ne fu indiscutibilmente un protagonista. Aveva l’aria da ragazzino, quei riccioli ramati che scendevano sulla fronte a fare da contorno a un sorriso sempre stampato sul volto, davano un’immagine di lui allegra quanto umile, tanto da diventare il “lustra-scarpe” dei campioni di quell’Inter, tanto forte quanto brava a non farsi scappare a costo zero un fuoriclasse come lui. Un’ala destra d’altri tempi, un classico numero 7 (anzi 17) che sapeva dribblare, sapeva tirare da fuori e sapeva incantare tutti con le “cilene” - un gesto acrobatico e sopraffino non da tutti. A lui sono legate alcune immagini nostalgiche, come la squadra del Neuchatel Xamax, rimasta celebre perchè Moriero durante un turno eliminatorio di Coppa UEFA sfoderò contro una rovesciata incredibile sotto il sette o come il caratteristico gesto dello «sciuscià» con cui omaggiava i compagni che avevano appena segnato o il gol “alla Ronaldo” con il quale ha risolto una partita non facile contro il Piacenza.
Giocò un Mondiale, vinse una Coppa UEFA, fece emozionare in lungo e in largo l’Italia con le sue galoppate sulla fascia, eppure si dice in giro che avrebbe potuto fare molto di più, ma a noi, innamorati di un calcio che non c’è più, ci basta scorrere fra le diapositive per rifletterci sul tuo sorriso.  
Benvenuto tra i My Hero Francesco Moriero!

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