Igor Protti

Igor Protti

Igor Protti passa alla Storia come uno dei due calciatori ad esser stato capocannoniere in Serie A, in Serie B ed in Serie C (l'altro è Dario Hubner, ndr). Protti però compie un percorso ancor più periglioso, perché si laurea prima Re dei Bomber della Massima Serie, poi conquista lo scettro dei cannonieri in C e successivamente fa suo il Trono degli attaccanti della Cadettreria.

Una storia che nasce dal 1985, quando un giovane Igor viene acquistato dal Milan di Farina dal Rimini. Berlusconi deve ancora arrivare, ma quando l'elicottero piomba su Milanello, Protti fa le valige e va in prestito al Livorno, città che amerà per sempre, senza però riuscire a tornare in rossonero. Cambio di proprietà, cambio di prospettive per un tifoso rossonero come lui, costretto alla gavetta a lungo.

Sei annate in C, cinque in B, tre volte in doppia cifra. Igor è una punta, ma non un bomber in senso assoluto e per questo motivo servirà tempo e addirittura i 25 anni prima di vederlo in Serie A. E' un massimo campionato diverso, sognante, leggiadro nell'essere quasi troppo semplice a portare sullo schermo e sul terreno così tanti campioni. Protti viene da due annate in cadetteria con il Bari, che difenderà anche in A prima di sfondare. E' il 1995/1996 e Protti, compiuti 28 anni, esplode in una Serie A.

Protti vince la classifica marcatori, ma il Bari conclude la Serie A quartultimo, costretto a retrocedere e tornare nella cadetteria dopo un solo biennio. Avere il capocannoniere del torneo e scendere di categoria? Impensabile ad ogni livello, con l'eccezione che conferma la regola. Prima e dopo, nessuno: solo lui ha avuto la spada di Damocle di tale consapevolezza, di aver fatto il massimo, veramente il massimo, senza però riuscire ad ottenere un riconoscimento di squadra e il titolo di eroe.


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