Maurizio Ganz

Maurizio Ganz

Se penso alla primavera del 1999 mi vengono in mente gli Eiffel 65 e la loro "Blue" che sarebbe diventata il tormentone di quell'estate. Blue come il colore dei suoi occhi, lui, che aveva la barba incolta e l'aria sbarazzina, lui che aveva il superpotere di segnare, sempre. In quel Milan c'erano Weah, Bierhoff, Leonardo, eppure, lui segnava, sempre! Lui che il suo spazio se lo ritagliava, lui, o per dirla in milanese lù, che le occasioni non se le lasciava certo scappare.

Il Milan che vinse lo scudetto del 1999 in volata sulla Lazio, deve una bella fetta del tricolore a Maurizio Ganz, che in quell'ultima primavera del millennio segnò 5 gol decisivi. Attaccante di scorta? Sì, ma una scorta di lusso. Capace di segnare allo scadere gol decisivi, non bellissimi, ma affascinanti, come il 3-2 sulla Samp al 94'; il pareggio al 93' contro il Bari e il gol-vittoria contro il Parma dove si impose contro i futuri campioni del mondo Buffon e Cannavaro.

Giocò l'ultima partita con i rossoneri nel dicembre di quell'anno, per poi tornare 21 anni dopo da allenatore del Milan femminile, perché? Perché certi amori non finiscono mai! Benvenuto tra i My Hero Maurizio Ganz!


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