Beppe Signori

Beppe Signori

SIGNORI LAZIO

"Ci sono solo due cose che non tollera: che qualcuno passi la palla indietro o che vada verso la bandierina del calcio d'angolo. Guarda che la porta è dall'altra parte, ti segnala calmo. “ Dirà Beppe Signori sul suo maestro Zeman. Appena arrivato da Foggi dove con Baiano e Rambaudi ha stupito tutti, a Roma bisogna fare il salto, non si può sbagliare. Non sbaglierà. Dal 92 al 97 con la Lazio Beppe vincerà tre titoli di capocannoniere, 1992-93, nel 1993-94 e nel 1995-96 . Risulta al secondo posto tra i migliori marcatori nella storia della Lazio (di cui è stato capitano), con 127 reti; davanti a lui solo Silvio Piola, a quota 149 gol totali.[3] In assoluto tra i più grandi della storia del club. 

SIGNORI BOLOGNA 

Arriva a Bologna nel 98, dopo un operazione all’ernia del disco, trova Mazzone , che lo tratterà come un figlio, dandogli fiducia e aspettando il recupero della forma. A 30 anni signori rinasce e lo fa a Bologna realizzando 143 presenze e 67 reti in 6 anni. Anni dopo il suo ritiro La dirigenza del Barcellona lo chiamerà per una consulenza su Naymar che aveva sbagliato due rigori consecutivi tirandoli da fermo. Signori rivelò che dagli 11 metri calciava sempre guardando il ginocchio del portiere , indirizzando il pallone dal lato del ginocchio più basso, dove che l’estremo difensore avrebbe usato per spingere e buttarsi dall’altro lato. 


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