Ezio Vendrame

Ezio Vendrame

Aveva tanti peli sulla faccia e in testa, nessuno sulla lingua, anima irrequieta, anticonformista e fuori dagli schemi come quel giorno a Vicenza, all’inizio degli anni ’70, quando, già idolo dei tifosi, si rivolse così a quella folla adorante: “Innanzi tutto vi ringrazio per tutto l'affetto che mi dimostrate, ma mi sembrate un po' fuori di testa: io so soltanto tirare calci ad un pallone. Chissà quante cose voi sapete fare meglio di me. Non sono un chirurgo che salva vite umane e nemmeno un operaio che per arrivare alla fine del mese si deve fare un culo grande così! Io sono un fortunato ed è per questo che non vi capisco. Che cosa saranno mai queste partite di calcio! Inventatevi delle alternative domenicali. Andate a vedervi un bel film, leggetevi un libro, oppure restate a casa e fatevi una bella scopata! Cazzo! non possiamo vivere di solo calcio!".

Ezio Vendrame considerato negli anni '70 il George Best del calcio italiano per il suo talento e i suoi 'colpi di testa' , prima calciatore ribelle e talentuoso, poi scrittore di poesie e romanzi.


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