Maniero

Maniero

Se si pensa al classico Bomber di provincia il pensiero va sicuramente a LUI. Nella romantica e nostalgica categoria, può essere senza dubbio ricordato per l’indiscutibile concretezza. Non una primadonna, per intenderci, ma il classico terminale offensivo su cui fare affidamento a livello realizzativo. I numeri valgono più delle parole: oltre 115 reti in carriera nei campionati professionistici, di cui 78 solo in serie A. Pochi exploit, poche giocate sensazionali ma tanti gol e grande umiltà. L'apice della carriera sono stati sicuramente, gli anni a Venezia dove con il Chino trova un intesa straordinaria.
LUI segna sempre con regolarità ma non mette mai radici, alla fine saranno ben 15 le maglie indossate in carriera. Nel 1997 viene acquistato dal Parma. Quel Parma non è una squadra qualsiasi, quello è il Parma di Carletto Ancelotti, una squadra piena di giocatori del calibro di Buffon, Cannavaro, Thuram, Sensini, Chiesa, Crespo, ma Lui riesce comunque a ritagliarsi il suo spazio, mettendo a segno 4 gol e giocando 6 partite in Champions League. Nel mercato di gennaio arriva l’occasione della vita: per 10 miliardi di lire si trasferisce al Milan di Berlusconi e l’esordio è da brividi. I rossoneri non riescono a sfondare il muro eretto dal Piacenza e Fabio Capello, a venti minuti dalla fine, decide di gettarlo nella mischia . Al 90′ Kluivert colpisce la traversa di testa, sulla respinta si fionda proprio LUI, Pippo Maniero, che non sbaglia e fa esplodere di gioia San Siro.

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