Pasquale Luiso

Pasquale Luiso

Prima di dire “Chi non ha mai sognato di fare un gol in rovesciata” bisognerebbe fare un passo indietro e partire dalle basi, “Chi non ha mai sognato di riuscire a fare una rovesciata?” L’uomo si sà, è pigro di natura e diciamo che se anche sognasse di riuscirci, prova a sforbiciare nei pomeriggi estivi al mare, in spiaggia, tra una Peroni e l’altra, cadere di schiena sulla sabbia al massimo può provocare una insabbiatura, nulla di più. Eppure lui, la provava fin da ragazzino, a ripetizione, sui campetti di terra battuta di periferia, dove la ghiaia ti lascia pure il segno e bisogna sperare in un diluvio notturno pur di avere un terreno che si avvicini il più possibile alla concezione di “morbido”, altro che spiaggia! Eppure era convinto che un giorno ce l’avrebbe fatta.
Ci riuscì il 1° dicembre del 1996, lui, davanti a 16.000 persone e ai volti increduli di Desailly, Weah, Baresi e Costacurta, campioni convinti di aver portato già il risultato a casa, ma che non avevano fatto i conti con lui, che portava il Milan nel cuore, ma non lo diceva a nessuno, lui con un soprannome da “scugnizzo”. “Il Toro di Sora” lo chiamavano, si alzò in aria e fece partire un capolavoro che oggi avrebbe spopolato su tutti i social. Il Piacenza, una favola tutta italiana, schiantava la multinazionale Milan per 3 a 2 grazie a quella magia da festeggiare sotto la curva, lanciando la maglia per terra e rimanendo con quella bianca, cosiddetta della salute, allora si festeggiava così, abbracciando il primo che capitava durante il tragitto che portava sotto la curva. “Sto volando” disse al giornalista che lo intervistava nel dopo-partita, ma ha davvero volato, lui, c’era riuscito, finalmente. Benvenuto tra i My Hero Pasquale Luiso!

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