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FloRe:Ale Denim

Siamo finalmente pronti ad accogliere lo sbocciare della primavera e l'arrivo dell'estate con il lancio della nostra nuova collezione, più azzurra e lucente che mai!
PERCHE' FLO?
"I fiori mi hanno sempre rappresentata".
Mi è parso doveroso inneggiare ai colori e ai profumi della natura nel momento in cui si risveglia e raggiunge il suo massimo splendore.
Il Denim in tutte le sue tonalità ha fatto da sfondo e un erbario ricco e variegato, come il plumbago e il loto, che ho in progetto di ampliare con nuovi abiti fantasiosi. Mi sono ispirata alla sfumature  del mare , alle tinte campestri e ai dipinti quattrocenteschi."
Re:Ale è particolarmente entusiasta per questo progetto:
"Le atmosfere bucoliche mi hanno sempre affascinata e ho voluto riproporle in texture romantiche e vibranti, a tratti barocche, a tratti marinaresche. Credo che in ogni gradazione di Denim sia intrappolata una tonalità del cielo e che, se sapientemente accostate, queste possano restituirci l'emozione dei raggi di un sole tiepido e insicuro o di un cielo terso, di una pioggerella estiva o addirittura di un'aurora".
"Amo giocare con gli accostamenti e la possibilità di accedere a tante trame e tessuti diversi rende la mia  tavolozza inesauribile. Amo creare nuove atmosfere, amo vedere le persone illuminate dalla luce primaverile, amo quel senso di unicità che si prova a indossare un capo non riproducibile. Amo inserirmi nei colori della Natura, apprendere da lei come inarrivabile maestra di Bellezza. Amo che i miei capi si conformino ad essa, come farfalle appoggiate sui fiori, mimetizzate, ma amo ancor di più vederli prendere il volo e distinguersi dal contesto in modo innocente e quasi distratto. Amo la primavera in tutto il suo splendore."
PERCHE' IL DENIM?
"Il Denim è forte, è emblematico, è dinamico, è prezioso."
Questo straordinario tessuto ha fatto il suo ingresso in campo nella storia moderna con gli indumenti di lavoro, e parliamo di lavori manuali, di lavori di fatica, come il minatore. Pensate che nel 1871 il sarto Jacob Davis vi aggiunse i famosi rivetti in rame per rinforzare i punti più facilmente soggetti all'usura, soprattutto sulle tasche che i cercatori d'oro erano soliti riempire. 
E' solo il 1890 quando la parola Jeans, originariamente legata al tessuto (ormai solo Denim), diventa sinonimo di "pantalone".
Il blue-jeans inizia a diffondersi a macchia d'olio.
Il primo jeans da donna viene lanciato nel 1935  e tutti conosciamo la poderosa icona americana "Rosie the Riveter", grazie all'illustrazione di Norman Rockwell, in camicia di denim con le maniche arrotolate.
 Il Denim conquista la scena commerciale negli anni 50, insieme al rock'n'roll e a James Dean, e da quel momento non ha mai smesso di rappresentare qualcuno o qualcosa.
Nelle rivolte studentesche degli anni 60 e 70, anche per la loro essenzialità e libertà di movimento diventano un simbolo nella lotta contro la differenziazione sociale, assumendo addirittura un ruolo politico.
Diventano moda per i teen-ager, creatività con gli hippies, sensualità con i tagli attillati, con l'aggiunta dell'elastene, con gli strappi sempre più invasivi… e diverse case di moda ne hanno anche fatto tagli eleganti. 
Sempre fedele al concetto di "nu jeans e na maglitta", emblema di giovinezza  e semplicità, adatto ad un abbigliamento casual, questo tessuto si presta alle più varie rielaborazioni, unendo tessuti, stili e colori e rendendosi adatto a qualunque età e ad esaltare ogni tipo di fisico e corporatura.
MA PERCHE' DEFINIRLO PREZIOSO?
"Perché lo è!" Re:Ale ha molto a cuore l'argomento." Il valore di un prodotto non si misura solo dal prezzo al compratore. Ci  sono tante questioni che vanno valutate e che nella produzione del denim sono particolarmente evidenti. 
Sapete che per realizzare un solo paio di Jeans vengono consumati circa 10mila litri di acqua? 
Per di più le coltivazioni di cotone impiegano una quantità spropositata di pesticidi, insetticidi e coloranti, derivati da metalli e componenti acriliche dannosi sia nello smaltimento durante i lavaggi che a contatto prolungato con la pelle, inoltre i coltivatori di cotone e i tessitori sono spesso sfruttati e sottopagati. Direi che la loro produzione è decisamente più costosa del previsto per l'ambiente e per l'umanità."
  
Ma la nostra artista è fiduciosa: "Se vi state chiedendo come possiamo evitare tutto questo senza rinunciare al confort e alla bellezza del nostro amato Denim siamo già a buon punto! Fino a poco tempo fa questi erano discorsi di nicchia e queste domande per pochi attivisti. Adesso più che mai sento che intorno a noi si sta muovendo qualcosa, una intelligenza critica che piano piano, ma con perseveranza, ribalterà le regole del mercato attuale. Anche se la situazione è molto critica io credo che le cose stiano cambiando. Io credo in questa umanità! "
Hai qualche consiglio per uno shopping più sostenibile ?
 "Innanzitutto  informarsi! Informarsi sulla provenienza e sui materiali che compongono gli abiti che acquistiamo. Ci sono alcune case produttrici che si impegnano a non sfruttare il personale e il suolo, a utilizzare coloranti naturali, ecc... è un po' più impegnativo, ma sicuramente ne vale la pena.
E poi io consiglio il REFASHION! 
Per il Denim in particolare, che come abbiamo detto è un tessuto quasi indistruttibile, è un peccato che la corsa finisca quasi prima di cominciare. Comprendo la necessità di evoluzione e di rinnovamento, ma sono certa che da ogni vecchio Jeans si possa ricavare qualcosa di unico e sorprendente, da un abito elegante a un grembiule per il giardinaggio, basta leggerci dentro la forma che più si confà ai nostri gusti. 
Io faccio così, e non vi nego che con il Denim è sempre un piacere confrontarsi!
Potreste provarci anche voi, o farvi un giro sul nostro sito alla ricerca dell'outfit che più vi aggrada!"